La vicenda Sangiuliano-Boccia assume pieghe rocambolesche man mano che le ore passano: a ogni dichiarazione del Ministro, segue la contro-risposta della “biondona” sui social, che puntualmente lo smentisce.
Da un diploma come perito tessile a una laurea in economia, la Boccia ha iniziato a occuparsi di organizzazione di grandi eventi, per poi diventare una presenza sempre più assidua nelle attività del Ministero della Cultura. Ha partecipato a riunioni, cene, e scambi di mail, fino a essere nominata, a quanto pare, proprio consigliera del Ministro. Lei afferma con molta sicurezza di non aver mai pagato nulla, e non è difficile crederci: in questi ambienti, i budget sono sempre generosi e i rimborsi spese coprono tutto, figuriamoci.
Sicuramente curioso che la Boccia abbia registrato e conservato ogni prova del suo coinvolgimento, quasi come se fosse preparata a una svolta simile, prima o poi. E quale svolta! Ora ci ritroviamo addirittura con un rischio di sicurezza internazionale, con sospetti che i suoi occhiali Rayban abbiano immortalato non solo scambi privati, ma anche informazioni sensibili legate al G7. Tutto per colpa di una liaison da fotoromanzo. Evidentemente, certi amori non solo fanno girare le teste, ma rischiano anche di mettere a repentaglio gli equilibri geopolitici.
Chissà, il punto è che non si tratta solo di Sangiuliano. Ahimè, politici che favoriscono le loro protette in ruoli strategici sono una triste costante. La differenza è che Sangiuliano, di certo, non è un pozzo di scienza. Tanto è vero che si è lasciato guidare al guinzaglio da una biondona dalle frasi adolescenziali sui social, con quegli occhioni spalancati quasi a volerci ricordare la vastità delle sue orbite. Un teatrino già visto, ma stavolta con un finale da commedia.
Per offrire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per archiviare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Acconsentire a queste tecnologie ci consentirà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID univoci su questo sito. Non acconsentire o revocare il consenso potrebbe influire negativamente su alcune funzionalità e funzioni.
