Ave all’innovazione

Partiamo con la provocazione: trovo miope proibire l’utilizzo degli smartphone agli under 14. Ora vi spiego perché.

L’innovazione non è un processo irreversibile né sinceramente controllabile. L’innovazione è. L’innovazione avviene.

Ogni generazione ha le sue fortune e le sue dannazioni, ereditate e create, l’intelligenza artificiale è una di queste.

Diverse aziende prevedono una riduzione dei posti di lavoro anche per questa ragione: molti lavori routinari e monotoni, possono essere sostituiti brillantemente grazie all’utilizzo dell’AI.

Quando si ha paura di un evento, spesso è ‘perché non si è preparati ad affrontarlo. L’analfabetismo digitale è un fenomeno esistente, perché giustamente il percorso innovativo ha aumentato la sua rapidità nell’ultimo mezzo secolo, spiazzando generazioni che, al loro primo impiego, utilizzavano ancora carta e penna.

Purtroppo, sono spesso queste generazioni a decidere determinate policy, ma senza neppure le adeguate competenze.

Non ci si rende conto che la tecnologia è parte integrante dell’essere umano già da un po’ di tempo, le nuove generazioni sono ancor più smart e veloci nel comprendere come utilizzarla.

Il problema è che l’ignoranza vuole vedere solo un binomio: nuove generazioni, Tik Tok e cavolate.

La tecnologia non è solo questo. L’impatto che questa avrà sulle nostre vite, dovete immaginarvelo, sarà persino più alto di Internet.

Le nuove generazioni avranno accesso ad una quantità e qualità di dati differente, e devono capire come utilizzarla, come normarla, come gestirla.

Ma guai a ritenere superiore l’approccio tradizionalista! Errore di tutte quelle vecchie élite che sanno di arricchire il cimitero delle aristocrazie ben presto.

Da una paretiana progressista sull’innovazione.

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