Se si conosce bene il sistema elettorale francese, tutte le speranze erano proprio là, al secondo turno, che emargina gli estremi solitari e facilita il gioco a quei matrimoni rocamboleschi, assecondando il principio del conventio ad excludendum. Macron ha scommesso tutto su questa strategia, sulla sua leadership e sulla sua sopravvivenza, sfinita dalle elezioni europee.
In nome di una eterogenesi dei fini che è un eterno ritorno nella politica, questa legge elettorale voluta fortemente dal generale De Gaulle per arginare l’onda rossa consegna alla Francia una vittoria mutilata, in cui Bardella vede per il momento sfumare la sua affermazione. Questo momento coincide con la nascita di un nuovo gruppo europeo, Alleanza per i Patrioti, una sorta di re-brandizzazione di Identità e Democrazia, che vede la presenza di Viktor Orbàn e di un’apertura a nuovi negoziati per una possibile pace con la Russia.
Bardella aveva già dichiarato che, in caso di vittoria, la Francia avrebbe vietato l’uso delle sue armi per il conflitto, ed era la prima volta che un leader occidentale si esprimesse con tale chiarezza sul tema da questa posizione. Inoltre, nel neo-gruppo è confluita anche la Lega di Salvini, e molti leggono questa mossa come un riassetto del partito ancora più a destra dei conservatori della Meloni, la quale ha perso un po’ di tempo nell’impasse delle nomine nella Commissione.
Sicché sul risultato c’era molta trepidazione, non limitata al destino della Francia in sé ma anche alla svolta dei patrioti in Europa, alla credibilità del progetto politico verso l’elettorato.
In questo caso, leggendola dalla parte dell’Italia, Giorgia Meloni ne esce paradossalmente rafforzata: la sua leadership non è stata messa in discussione, le europee l’hanno premiata, e al momento può ancora essere il primo volto nel mondo conservatore.
Questo non significa che in Francia sia finita qui: l’accozzaglia venuta fuori da queste elezioni offre al Paese una non governabilità, dibattuta tra macronisti e sinistra estrema, un disequilibrio per cui nessuno ha la maggioranza. Potrebbe essere solo questione di tempo per il giovane Bardella: se queste elezioni hanno confermato un trend positivo per RN – l’aumento di consenso registrato è indubbio – il tema adesso è costruire passo dopo passo il futuro. Lui dopotutto non ha neppure trent’anni.
L’opposizione regala consenso, Giorgia Meloni insegna.
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