Perché l’effetto Kamala non è mai esistito

Quando dicevo che la Harris non avrebbe sfondato, qualcuno mi rispondeva dicendo che stessi sottostimando “l’effetto Kamala”, poiché negli Stati Uniti si sarebbero mobilitate le donne e le minoranze.

Tuttavia, questa visione semplificata dei simboli si è rivelata infondata: essere donna e magari anche nera, cinese o indiana, di per sé non basta. Non crea automaticamente un impatto.

La Harris non era particolarmente popolare nemmeno tra i suoi elettori democratici, e il suo operato come vicepresidente si è rivelato poco incisivo, talvolta ambiguo.
Eppure, appena candidata, molti sembravano credere all’illusione di questo effetto Kamala.

Oggi si scopre che la candidata DEM ha ottenuto risultati peggiori di Biden anche nelle roccaforti blu.
Davvero una sorpresa? Già alcuni mesi fa, subito dopo l’annuncio del ritiro di Joe Biden, avevo previsto che Kamala sarebbe stata l’agnello sacrificale del partito, e i fatti sembrano confermarlo.

In un Partito Democratico indebolito e claudicante, ancora sotto shock dopo la presidenza Obama, manca una leadership chiara. Non ci sono figure emergenti né già emerse in grado di assumere il comando; la disperazione era così lampante da spingere alcuni pensatori a invocare addirittura l’ex First Lady Michelle Obama.

Ma fare politica non è qualcosa di improvvisato, né alla portata di chiunque.

Altro nodo cruciale: essere donna non basta. Le donne non votano altre donne “a prescindere,” e sarebbe sbagliato credere il contrario.

Un leader si sceglie per le sue capacità, non per la speranza che possa acquisirle strada facendo. È un errore comune tra i DEM, lo stesso che ha indotto tanti liberal italiani a non comprendere come mai Giorgia Meloni, una conservatrice di destra, sia diventata la prima presidente del Consiglio nella storia italiana.

Anche la destra si serve di simboli, certo. E Trump, in questo, è un maestro. La differenza sta nella sottigliezza: i liberal costruiscono e forzano i loro simboli, mentre i conservatori si definiscono attraverso figure anti-eroiche, scorrette, marginali, quelle stesse figure che, proprio per la loro “irregolarità,” alla fine diventano irresistibili.

Ora ai DEM americani non resta che un duro e profondo esame di coscienza, perché la loro crisi ha radici remote, e nemmeno Joe Biden è riuscito a fermarne la caduta. Anzi, lui stesso è stato bruscamente accompagnato alla porta e scaricato dai suoi stessi compagni.

Sì, per questo motivo non saranno sufficienti le Jennifer Lopez o Lady Gaga di turno: la politica è una cosa seria e misteriosa, e richiede qualcosa di più di semplici agitazioni.

Esige simboli, invoca anti-eroi.

Prev PostCosa consiglierei ad un ragazzo che deve cominciare gli studi universitari?
Next PostLa sinistra ignora il suo stesso populismo

Leave a reply